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:. Nel 1880 Evariste-Vital Luminais dipinse un quadro intitolato Les énervés de Jumièges. La tela ritrae due giovani distesi su una barca, avvolti in una coperta e con le caviglie fasciate; sulla prua un piccolo altarino funerario con una bugia accesa. Secondo la leggenda che sta a matrice dell’opera i due figli del re Clodoveo II, colpevoli di aver tramato contro il padre, furono puniti con la bruciatura dei tendini delle gambe e abbandonati su una zattera alla deriva lungo la Senna. Nel suo significato primario il termine “snervato” indicava qualcuno a cui erano stati tolti o tagliati i nervi, diventando così apatico, incapace di reazione. Nella disciplina della macellazione l’enervazione consiste nella recisione del midollo spinale, prassi idonea a provocare più velocemente la morte degli animali.

:. Atto dei medicamenta, la manifattura: rifare incessantemente il sacrificio del padre come surrogato, perché non si può rinunciare alla paternità ripudiata. Mantenere viva la ferita, la mutilazione, provocata dal disconoscimento del padre, del potere arcaico e monolitico: i due fratelli intenti a medicarla e nello stesso tempo a impedire che si rimargini, perché essa (il taglio, la nevrosi, la scissione) è l’unico segno tangibile della loro identità, è – il tatuaggio. Il fratello fa al fratello, il coltello deve continuare a incidere – devono continuare nella pratica della mancanza (nel fantasma della mancanza), continuare nella separazione. In questo si fonda la philia che lega i due protagonisti – la vicendevole mutilazione è il vicendevole sostegno, il reciproco amore. Routine di questa azione: il pungolo del dolore come vizio, ginnastica, automatismo – come esatto spasmo: picco d’intensità e scarica.

:. Il rito dell’automutilazione per aderire all’imperativo pubblico della sicurezza e della sanità. La sacca d’utero, la correzione plastica e farmaceutica, la normalizzazione, la costrizione civile a essere minorati/minori – infanti. Come affondano i bracci che asportano, dentro e fuori. Limitarsi, mutilarsi, per la trasformazione in soggetti socialmente adeguati. Nella prassi chirurgica l’oggetto da vivisezionare diventa puro complice. Le piccole volenterose vittime diventano a loro volta piccoli volenterosi carnefici. Chi fa cosa a chi.

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