Roberta Bertozzi interno 38

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poesia / orfeo, tutta la calce

 

BLUMEN
primo studio
Calligraphie, Cesena 2013

*

Che il silenzio fosse
questo punto metallico
le mani – ferme, sul piano del tavolo,
così, e così gravemente,
se nella torsione di giugno
ogni cosa preme sul suo asse
per farsi spazio, per venire
alla presenza,
ovunque.

Non puoi sbagliarti, è adesso, e vedi
l’oblio della casa,
vedi quale misterioso potere
s’impadronisce degli uomini, del verde e del metallo,
senza che siano consapevoli del modo in cui avviene:

il suo braccio che respinge e avvicina,
di continuo ed è
normale che sia difficile all’inizio, disse
e anch’io ne sentivo il freno,

per catene di immagini, pagine,
fortificazioni,
il catalogo del detto, il secolo, lo stesso

per l’intero numero di tempi
che non sai unire
finché non ne impari il cerchio,
la fissità,
                  nonostante.

E in quel punto capisci che nulla ci fu affidato,
che in verità è la divisione a farsi spazio ovunque:

ancora non ti sei accorto delle mie mani
rovesciate all’aria, del posto
che hanno liberato, di come

su quel niente
sanno stare – ferme?

 


Questo studio rappresenta il tentativo di riprodurre la dinamica di un’ek-stasis, di cogliere quell’attimo in cui il sacro sembra rivelarsi. Non bisogna cercare una logica, una storia, ma lo sviluppo di una percezione, nelle sue diverse transizioni. Leggere in modo il più possibile letterale: si viene semplicemente trascinati in avanti fino a un improvviso silenzio.
Blumen in tedesco significa fiori.

R.B.

Operazione che non lascia scampo; decisa; rivolta a un assoluto. (…) Sacra la definizione del gesto (…). Incalzante la dimensione rituale-liturgica. Lo sguardo lucido serve per rituffarsi nel vortice, poi di nuovo il mulinello, quindi il riaffiorare, l'analizzare, e di nuovo il tuffo... in continua ascensione.

Gian Ruggero Manzoni

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