
Davide Baroggi
mi sento fuori
olio su tela,
cm 80x43
Galleria FIORELLA PIERI ARTE CONTEMPORANEA
Note sulla pittura di Davide Baroggi
catalogo della mostra personale di Davide Baroggi
Galleria Fiorella Pieri Arte Contemporanea, Cesena 2010
abstract
[...]
È in questo solco che, a mio avviso, si colloca la ricerca di Baroggi. Nel ductus schietto e immediato di questa pittura, nella sintassi risolutamente elementare con cui avvicina figure umane o paesaggi, nel suo tentativo di deformare l’ideogramma, il carattere acquisito, imposto e convenzionale, dell’immagine, mi sembra agire, prima d’ogni altra cosa, la forza di una riconquistata oggettività, dove la sensazione diventa esperienza totale, nuova forma di comprensione. Le tinte primarie e gli audaci accostamenti cromatici, disposti secondo un registro dissonante, celatamente disturbante; la pennellata nervosa, increspata, priva di finiture; il colore che pare aggrapparsi alla materia fortuita e rudimentale del supporto; l’accesa stilizzazione, al limite dell’abbozzo, e la drastica bidimensionalità; il rilievo dei contorni, quasi a separare con violenza, come uno stigma sul corpo della rappresentazione, il piano dell’evidenza dalla minaccia di vaporizzazione cui l’attirerebbe il fondale – sono tutti elementi che indicano un deciso rifiuto dell’illusionismo, una rigorosa disciplina pittorica – la necessità di estrapolare una validità figurativa, una vita, nel dominio delle apparenze. Se, come segnalano diverse letture della sua opera, un antefatto è da trovarsi nell’Espressionismo, io credo che sia solo nel nome, e nella qualità, di un realismo portato ai suoi ultimi esiti, per nulla delirante: ma, come sempre, rimane da stabilire quale sia la soglia tra una riproduzione esasperata della realtà e la sua ordinaria esasperazione, allucinata e allucinatoria, cui siamo costantemente esposti, il più delle volte senza nemmeno averne coscienza.