Roberta Bertozzi interno 38

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saggi / letteratura / La sola scienza e' la compassione

 

La sola scienza è la compassione
note sulla poesia di Tolmino Baldassari
in Graphie, Trimestrale di letteratura e poesia
anno XV – n. 62 / 2013

abstract

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È così che l’esercizio poetico si trasforma in una pratica etica e conoscitiva che, in perfetta concordanza con la matrice greca del sapere, trova il suo culmine nello stupore, nella disponibilità a essere colti di sorpresa dai segnali discontinui dell’esistente. Disponibilità che, a livello testuale, si rispecchia in tutto un apparato di balenii, scarti, soprassalti – di fugaci istanti di grazia: in quella “meccanica delle intermittenze poetiche”, per usare una felice sintesi di Gualtiero De Santis, che implica anche delle tenaci marche dubitative, di nuovo espressioni di spaesamento, di incertezza sulla validità della propria visione (“ai vegh ai sint sól me?”, li vedo li sento solo io?), sempre contaminata dal timore della possibile sparizione della realtà, dal suo rivelarsi un’ombra.
La sua poesia scaturisce da questa oscillazione continua, dall’osservare e dall’esperire le cose come in una specie di torpore. Una postura contemplativa di cui Baldassari ci ha regalato un’immagine bellissima: il poeta sta “cumè un sânt indurment” (come un santo addormentato), immobile in una condizione di dormiveglia, di smarrimento strutturale, dove immagini memorie vicende sono lasciate libere di trascorrere e di impuntarsi, libere di associarsi nella stratigrafia dei tempi e dei luoghi, perché è unicamente in loro potere il comporsi di un disegno di senso. Contemplare equivale ad accogliere. Scrivere è un atto di riconoscenza, nel duplice valore che questa parola riesce, impropriamente, a suggerire: un atto di gratitudine e un atto di riconoscimento, un ricevere e un dare esistenza. In questa dimensione ogni figura della sua poesia acquista una dignità statuaria, una felicità inaugurale, perché trascorsa al filtro di una comunione di sensi e affetti. “Durch mittleid wissend”, come recita la formula del Parsifal, la sola scienza è sapere attraverso la compassione. E credo che questa espressione ben si attagli alla esperienza umana e letteraria di Baldassari; credo che possa rappresentarne, nella sua forza icastica, la testimonianza, il consiglio – quella perdurante idealità che tutti ci coinvolge.

 

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