Rainer Maria Rilke, tra la divinità e un palcoscenico / In balìa della lingua / Con corpo e voce / Marina Cvetaeva: visione e metamorfosi / Nei buchi che stanno tra le parole. Sulla poesia di Nino Pedretti / Poesia e conoscenza
saggi / letteratura / POESIA E CONOSCENZA
Poesia e conoscenza
in ATELIER
trimestrale di poesia, critica, letteratura
numero 52 - 2008
abstract
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2. La modernità continua
Roland Barthes, nel saggio Esiste una scrittura poetica?, interpreta le differenze tra poesia classica e poesia moderna come effetto di una diversa convenzione linguistica: da un lato la poesia classica, improntata alla continuità discorsiva della prosa e specificata dal criterio di armonia e bellezza delle sue parti: in essa il “poetico” «non designa alcuna estensione [...] ma solo l’inflessione di una tecnica verbale»; dall’altro la poesia moderna che, rompendo con l’aspetto funzionale, strettamente comunicativo, del linguaggio, conduce la parola a una densità totalizzante, «a una sorta di livello zero, pregno insieme di tutte le specificazioni passate e future». Se nella poesia classica la parola era tassello di un sistema ordinato e diretto all’espressione di un’idea già codificata, nella poesia moderna essa si fa soggetto di conoscenza, concorre alla sua costruzione, la rende possibile: «Questa possibilità verbale, da cui viene a cadere il frutto maturo di un significato, presuppone perciò un tempo poetico che non è più quello di una “fabbricazione”, bensì quello di un’eventuale avventura, l’incontro di un segno e di un’intenzione». La conoscenza sarebbe qualcosa di già insito nella lingua, solo in attesa di coagularsi e rivelarsi per mezzo dell’occasione, della congiuntura. È un passaggio che ha inizio con il Romanticismo e che vede l’asse dell’esercizio poetico spostarsi dalla traduzione all’invenzione, dalla tecnica alla genialità, la parola poetica divenire verità in atto, il poeta, da artigiano, demiurgo; una mutazione che coincide con la comparsa dell’estetica e del concetto di autonomia dell’arte: la poesia, come ogni altra forma artistica, diviene una pratica di risarcimento del mondo disincantato, la sua azione conoscitiva è intesa a reincantarlo, ossia a provvederlo di un limite oltre il quale ogni atto di conoscenza diviene invasivo e dissacrante, come nel caso della strumentalizzazione scientifica o della dismisura tecnocratica. La conoscenza generata dalla poesia sarebbe dunque connaturata alla lingua, tesa a verificarsi e a configurarsi come risarcimento del mondo. Densità lessicale, senso in fieri e con valore di compensazione: è la modernità che continua.
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